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January 04 troppo tardi?Era sola in quella stanza dalle pareti rosa sporco...le aveva scelte lei anni addietro,ma le avrebbe desiderate azzurre...''azzurro come il cielo,come il mare,come...''una voce la fermò per l'ennesima volta''tesoro tu sei una femminuccia e la tua stanza deve essere rosa''la risposta fu deludente...ma il tono dolce con il quale era stata pronunciata le impedì di controbbattere...poi sentì aggiungere''questo divano è rosa,con delle pareti azzurre non starebbe bene...lo vuoi ancora nella tua stanza?''...quella donna sapeva di aver mirato al punto debole della piccola...quel divano rosa era stato preso un paio di anni prima quando una famiglia di siciliani fu ospitata in quella casa...Dalila,che nome strano...il nome dell'amichetta che aveva conosciuto al solito posto di mare...la sua prima migliore amica,quella dei tuffi e dei castelli di sabbia...quella delle ruote sulla spiaggia e dello zucchero filato...quella che violentemente,dopo una settimana di permanenza in casa sua,le avevano strappato via promettendole''vi rivedrete tra qualche mese al mare''. E così con ansia aveva aspettato luglio...ma passò anche agosto...avrebbe voluto dirle almeno addio...quella promessa non fu mantenuta...di lei le era rimasta solo un fermaglio per capelli e il ricordo di quel divano sul quale si erano addormentate abbracciate. ''Si,questo divano è il mio''fu la risposta. Era più sola di quanto sentiva,in quella stanza...immersa nel suo fiume di ricordi legato alla sua infanzia...malinconica e felice...ripensò a quanto fu stupidamente difficile per lei vedere suo fratello prendere tutte le sue cose e trasferirsi in poche stanze prima di quella...''Io adesso sono più grande di te,e voglio una stanza tutta mia...qui stiamo troppo stretti insieme''il suo visino sprofondò in una tristezza inimmaginabile''E se poi di notte avrò paura dei mostri che si nascondono sotto il letto?Tu...''nemmeno questa volta finì di parlare''Io verrò da te e li ammazzerò cn la luce come ho sempre fatto fino ad ora''le sorrise dolcemente,e sapeva che quelle parole l'avrebbero resa felice. Le era sempre bastato poco peresserlo...sorrideva dei piccoli regali...gioiva delle poche parole...infondo ciò che per lei contava non erano le parole,ma il tono con il quale venivano pronunciate. Fu sola ancora per poco,quando una mano bussò alla porta...lei era seduta su quel divano...non rispose...''posso?''...una stretta al cuore,ancora silenzio. Le si avvicinava lentamente,si chinò per darle un bacio ma lei spostò la guancia...delusa da quel gesto la donna si sedette sullo stesso divano,al suo fianco. Non ce n'era mai stato il bisogno,ma quella volta una delle due avrebbe dovuto rompere la lastra di ghiaccio che le separava...''Che fai?''la donna a sua figlia...''Niente...penso''l'altra. ''A cosa?''...''Non capiresti''...la risposta fu dolorosa come un taglio dalla ferita profonda...''Sono tua madre,ero la tua migliore amica,ora che succede?''...''Si cambia,le cose cambiano,io sto cambiando,tu hai cambiato il nostro rapporto...tu hai voluto...''e per l'ennesima volta non riuscì a completare una frase che''Io non ho voluto nulla,lo sai e ammettilo...sei sempre stata così testarda ma con una dolcezza innata...e adesso perchè vuoi essere così arrogante?tesoro mio...'' questa volta fu lei a coprire le parole di qualcuno''Non chiamarmi così,mi infastidisce''negli occhi di quella donna che non avrebbe mai voluto udire quelle parole vedeva troppa tristezza''Ti ho sempre chiamata così,ti è sempre piaciuto...ascoltami,mi dispiace...mi dispiace per tutto,non importa di chi è la colpa ma ti avevo promesso che le cose si fossero risolte,ed è stato così...ora perchè devi...''la sua voce la fermò di nuovo''Perchè le tue promesse non sempre le hai mantenute,perchè nessuno mi assicura che ora è così,perchè in passato ci ho creduto e sono stata delusa di nuovo tante volte,perchè ho perso la forza,perchè non voglio illudermi ancora''la sua voce tremava...abbassò lo sguardo per cercare di nascondere quegli occhi bagnati implorando se stessa di non piangere...sarebbe stata l'ennesima sconfitta...quella volta voleva reggere,voleva dominare,voleva mostrarsi forte...voleva farlo con la persona sbagliata...aveva gli stessi occhi di quella donna,le stesse espressioni,le stesse mani,le stesse sensazioni,lo stesso ed identico cuore grande e quell'arroganza effettivamente nn le si addiceva...gli stessi sensi di colpa e come quella donna,sentiva il bisogno di abbracciarla così forte da farle mancare il fiato...come aveva sempre fatto fino a pochi mesi prima a letto,davanti ai fornelli,in spiaggia...e su quello stesso divano che in passato le aveva ospitate nelle lunghe serate di inverno per vedere un film,per parlare d'amore,per ripetere letteratura italiana in prossimità di un'interrogazione,per raccontare il passato...ora entrambe desideravano sognare il futuro,insieme...''Voglio stare un pò sola adesso''...la donna capì...si alzò,le diede una carezza...questa volta il viso rimase fermo e al contatto della mano della mamma quella ragazzina chiuse gli occhi e sentì i brividi...vide a giovane signora allonarsi e chiudere dietro di se la porta...ora poteva farlo...pianse,pianse tanto...il desiderio superò la ragione...corse via da quella stanza,la cercò nel corridoio,urlò''Mamma...''...nessuna risposta...quella casa ora era vuota...era rimasta la scia di quel profumo...chanel n°5...si sedette a terra,chiuse gli occhi e ricordò quando da bambina amava immergere il naso nelle magliette che quella donna lasciava sul letto...le stringeva forte,ma nemmeno allora lei c'era...nè tantomeno quel pomeriggio sarebbe stata l'ultima volta.... 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